Black Mirror – Stagione 2 Episodio 2 White Bear

La maggior parte degli episodi di Black Mirror ha un chiaro messaggio che si coglie in sottofondo.

Black Mirror

Spesso mi trovo a non accettare quel messaggio completamente, perché le cose non sono tutte bianche o tutte nere. Questa particolare puntata ha tanti spunti di riflessione e non è facile prendere una posizione a meno che non si possano mettere delle condizioni.

Almeno per quanto mi riguarda certe cose sono accettabili, altre no.

Per fare un breve riassunto: una donna si risveglia in una casa senza sapere né chi è né cosa le è successo. Uscendo da lì scoprirà non solo che ci sono cacciatori che la inseguono per ucciderla, ma anche che le persone attorno a lei, a parte pochissime eccezioni, invece di aiutarla la riprendono coi telefonini e sembrano divertirsi.

Alla fine dell’assurda avventura la donna scopre che è tutto un palcoscenico, una messinscena che si ripete uguale ogni giorno per punire lei di un crimine che ha commesso e per cui è stata condannata.

Qui ci sono due interessanti storie in una.

Da una parte abbiamo tutto il teatrino piuttosto convincente messo in piedi dagli attori che lavorano per riproporre ogni giorno la punizione della donna. E dall’altra abbiamo la storia vera dietro a questo teatrino, il perché questo spettacolo avviene.

Diciamo che Victoria, questo il nome della donna, è chiusa in una struttura che non è altro che uno zoo. La gente entra pagando, assiste allo spettacolo, fa foto ricordo e può addirittura partecipare alla cerimonia finale, in cui Victoria viene trasportata su un’auto lungo un viale perché tutti possano lanciare contro i finestrini qualsiasi schifezza e possano urlarle dietro insulti. Lo zoo è completo di regole da rispettare alla stregua di: è vietato dare da mangiare agli animali.

Alla base di tutto troviamo un po’ la stessa tragica sete di intrattenimento osceno che c’era in The National Anthem, in questo caso addirittura persone che pagano per assistere al dolore e alla paura altrui. E tutto ciò è accettabile e consentito perché lei, Victoria, è colpevole.

Apro qui il discorso a me più caro trattando di questo episodio.

Come forse avrò già detto da qualche altra parte, perché è assolutamente ciò che credo, chi uccide, chi procura sofferenza agli altri per suo piacere personale, per un tornaconto, per menefreghismo, è una creatura inutile che non dovrebbe stare nella società.

White Bear featuring Toni (Lenora Chrichlow) and Jem (Tuppence Middleton)

Poi ci sono sottocategorie di assassini, che sono quelli che ammazzano bambini, che dovrebbero essere eliminati perché di base, dopo che hai fatto con coscienza una cosa del genere, seriamente, a cosa servi?

Partendo da questo presupposto e dando per certo il fatto che Victoria ha aiutato il suo ragazzo a rapire ed ammazzare una bambina, a me non frega nulla di quello che ci fanno con lei. Possono pure pucciarla nell’olio bollente pezzo per pezzo e francamente faccio spallucce.

Ma questo non è tanto per la morte della bambina, ma proprio per il fatto che se lei, che ha anche ripreso il falò che il suo ragazzo ha fatto coi resti della bambina, non ha problemi a fare una cosa del genere, è una persona che non va aiutata o sostenuta o reinserita nella società, ma chi cazzo si deve prendere il disturbo di fare una cosa del genere e perché, scusa? No, lei dalla società va tolta e buttata da qualche parte a marcire.

Oppure messa in una sorta di zoo umano dove ogni giorno, finché campa, le azzerano la memoria e la fanno cagare sotto con gente che le corre dietro e cerca di ammazzarla. Che poi sarà proprio quello che ha provato la bambina da lei rapita prima di morire. Appropriata punizione. Però.

Rimane il fatto che io non andrei mai a guardare uno spettacolo del genere. Non andrei a pagare per vederla soffrire, non andrei a riprenderne il terrore mentre viene inseguita dai cacciatori, non mi divertirei ad andare lì a tirarle dietro roba.

Vorrei solo essere sicura che una così non può più uscire di casa ed essere convinta dal suo ragazzo a rapire una bambina e ucciderla. Tutto lì. Qui si vuole dare ad intendere che chi paga per andare a vederla soffrire non sia poi tanto meglio di lei.

Di sicuro una base di sadismo nel fare una cosa del genere, sia da parte degli spettatori, ma soprattutto da parte degli attori e del personale che ogni giorno la prepara per lo show, ci deve essere. E personalmente troverei sgradevole anche avere a che fare con qualcuno che fa quel tipo di lavoro lì.

Ma di quello che capita a Victoria non me ne può fregare di meno. Perché lei è colpevole e questo l’episodio lo sottolinea molto chiaramente. Lei stessa ha dei ricordi di ciò che ha fatto.

Per forza devo dare per scontato che sia così e che lei sia colpevole, perché altrimenti se si mette in dubbio quello è ovvio che non si può parlare di molto altro di questo episodio. Ovvio che spettacolarizzare il dolore della gente è una porcata, ovvio che godere nel vedere uno spettacolo del genere dimostra che c’è qualcosa che non va anche nel pubblico, però Victoria ha ammazzato una bambina.

Il punto è che perché io (faccio l’esempio con me stessa) possa fare spallucce di fronte ad una cosa del genere devo essere assolutamente certa che quella donna sia colpevole. Questo è un telefilm ed io posso essere abbastanza sicura, visto che mi viene detto.

Nella vita reale troppi sono i casi di gente innocente che è stata accusata ingiustamente e quindi non vedo possibile lo stabilire pene estreme per gli assassini perché sono matematicamente certa che nel nostro sistema giudiziario nove volte su dieci si manderebbe in quello zoo un innocente.

Però ipoteticamente l’idea di quello zoo come punizione per un assassino non mi fa né caldo né freddo. La gente che va ad assistere, ripeto, anche da quella mi terrei lontana. Secondo punto che dà da pensare. Victoria non è più la stessa persona che ha commesso quell’atroce omicidio.

È una donna con un cervello piuttosto spappolato da tutte le volte che gliel’hanno resettato, che ha vaghi ricordi di chi lei è e di cosa ha fatto nella vita. Come dicevamo per l’altro episodio The Entire History of You, senza i tuoi ricordi non sei più tu.

Quindi, paradossalmente, dalla terza, quarta volta in poi hanno torturato una che non sa nemmeno più perché viene punita. E questo forse va bene ai sadici che tanto vogliono vedere la sofferenza di un’altra persona, ma non dovrebbe stare bene a chi si sente un virtuoso per aver dato la giusta punizione a Victoria. Lei sa perché viene punita solo alla fine dello spettacolo, quando a pezzi le fanno capire che cosa ha fatto e lei ha qualche reminiscenza dell’accaduto.

Di fatto sarebbe più appropriato che lei sapesse che i cacciatori la stanno inseguendo e vogliono spararle perché lei è un’assassina, proverebbe anche più terrore nel saperlo forse, ma quella parte le si cancella ad ogni nuovo giorno. In questo si perde molto il senso della punizione che è alla base di posti come l’Inferno e il Purgatorio di Dante, per esempio, dove i dannati sanno bene perché stanno soffrendo. Quello è importante.

Qui ciò che gli spettatori riprendono con tanto entusiasmo è solo il terrore di una donna, non di un’assassina. Non più.

Anche qui ci viene presentato lo scorcio di un mondo che noi non conosciamo, che ha leggi diverse dalle nostre, molto evidentemente, anche se di base la gente che lo popola è identica; assassini di bambini, gente che gode della spettacolarizzazione del dolore, sadici.

La morale di cui parlavo è quella sotto agli occhi di tutti: la gente che riprende Victoria non è meglio di lei. E a grandi linee su questo concordo. Non posso fare a meno di metterli un gradino sopra ad un’assassina di bambini, per forza di cose, ma di sicuro quelle persone tanto bene di testa non stanno.

Quello con cui non mi trovo d’accordo è solo il fatto che, tolta la parte dello show, la punizione per Victoria a me sta bene. Se dopo un tot di volte in cui le resettano il cervello quella non si ricorda più nulla ed è come un foglio bianco su cui riscrivere, va anche bene darle la possibilità di riprovare come una nuova persona, come se la vecchia Victoria fosse morta.

Ma se c’è una sola possibilità che i ricordi le tornino, allora no, deve rimanere nello zoo perché significa che c’è ancora qualcosa della persona che era prima, in lei. E la persona che era prima era pericolosa per gli altri.

Penso che tanto di questa storia si basi sul fatto di mettersi nei panni più dell’assassina che in quelli di chi la punisce. E non è cosa semplice.

Len Irusu
Len Scrive. A volte gioca e parla insieme, ma più che altro scrive. Tanto, a volte cosi tanto che si perde nell'inchiostro tra le pagine!