La religione è la madre dell’omofobia

Si lo so, non è un titolo antropologicamente corretto. In effetti se andiamo parecchio indietro nel passato, a diverse migliaia di anni fa, potremmo trovare tracce di omofobia, anche se non sarebbe corretto definirla tale, vista la completa mancanza di concezione di definizioni quali l’eterosessualità e l’omosessualità. Dovremmo magari dire che se la religione è la madre dell’omofobia oggi, essa ha sicuramente una nonna, una bisnonna e via dicendo.

La religione è la madre dell’ omofobia

LA RELIGIONE E’ LA MADRE DELL’OMOFOBIA

Però storicamente possiamo trovare un punto. Il punto è quando alcune pratiche omosessuali furono vietate per legge. Legge divina ovviamente. Sappiamo tutti che dio è ossessionato dai cazzi degli altri… effettivamente questa è una cosa molto gay. L’avanguardistico disegno di legge, lo troviamo nell’Antico Testamento, più precisamente nel Levitico capitolo 18  versetto 22 “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio”

E Capitolo 20 versetto 13 “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro.”

Nella bibbia però, non viene mai fatto alcun riferimento ai rapporti tra due donne. Questo semplicemente perché la donna, per il simpatico trio delle religioni abramitiche, è un essere inferiore, subordinato all’uomo.

Dio imposta anche un altro paio di regole: “andate e moltiplicatevi” e quello che secondo alcuni è l’istituzione del sacramento del matrimonio “per questo l’uomo abbandona suo padre e sua madre e si attacca alla sua donna e i due diventano una sola carne” – Genesi 2;24

Tutto ciò che è al di fuori di questa visione è abominio agli occhi di Dio.

Se è pur vero che tracce di intolleranza verso atti di sodomia, le possiamo trovare in culture ancora più antiche, o che poco hanno a che fare con le leggi divine, è innegabile che la tradizione giudaico cristiana, ha influenzato quello che è il mondo occidentale dove ora viviamo, e altrettanto ha fatto l’islam per il mondo arabo. Dunque sappiamo bene dove andare a guardare, quando ci troviamo di fronte a soggetti che reputano l’omosessualità qualcosa di sbagliato. Sono regole morali imposte direttamente dalla divinità massima. Tutto il resto è male e peccato.

Non importa quanto sia devoto un omofobo moderno, la sua concezione dell’omosessualità è figlia dei valori religiosi, che hanno radici ben salde nel nostro passato.

Qualche giorno fa i giornali caddero dal pero, quando il vaticano ribadì che non si possono benedire le coppie gay. Persino alcuni preti rimasero esterrefatti di fronte all’ovvio. Come Don Giulio, osannato dalla stampa per la sua protesta contro questa negazione: “Se non posso benedire le coppie gay, non benedirò nemmeno le palme.” Dice il prete ribelle. Bravo Don, applausi a scena aperta. In faccia però. Perché? Perché Don Giulio è un prete, ed un prete sottoscrive il Catechismo della Chiesa Cattolica. Cosa dirà mai il Catechismo della Chiesa Cattolica sugli omosessuali?

Articolo 2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

Quindi Don Giulio è un fottuto ipocrita. E’ come far parte della mafia e poi lamentarsi di dover infrangere la legge.

Oggi la stampa si sta dedicando alla storia di Malika, una ragazza lesbica cacciata di casa dalla famiglia, con tanto di orribili minacce. Quali l’avvento di malattie e morte violenta, provocata dai genitori stessi. Tuttavia c’è un piccolo particolare, che la quasi totalità delle testate che se ne sono occupate, hanno dimenticato di menzionare. I genitori della ragazza sono di religione islamica. Si può dire che anche l’islam è una religione arretrata e bigotta? Fosse mai venissi tacciato di “razzismo” (come se i musulmani fossero una razza) come ad alcune frange politiche rincoglionite piace fare, quando si toccano le religioni degli altri, meglio specificare: islam, cristianesimo e giudaismo fanno schifo allo stesso modo.

La radice è quella abramitica, la legge morale è praticamente la stessa. Non a caso in alcuni paesi musulmani i gay vengono lapidati, o gettati dai palazzi. Perché l’omosessualità è contro la legge divina, quindi è un reato per gli stati teocratici, o fintamente non teocratici.

Sembra quasi che le persone, più sono devote, più aspirano ad avvicinarsi al divino, più si allontanano dall’essere umane.

E’ chiaro che puoi inventare tutte le ricette che vuoi, puoi essere il cuoco più bravo del mondo ed inserire gli ingredienti più ricercati, ma se il tuo ingredienti principale che usi per ogni piatto è andà a sfumà cor piscio a fuoco lento, poi non te poi lamentà se er piatto puzza.

“Ecco a lei, gateau di patate allo zenzero, adagiato su un letto di crema di pomodorini verdi, il tutto innaffiato di urina, direttamente del nostro chef. Com’è?”

“Sa de piscio!”

“Sa di piscio? What?”

“Eh! Thanks of cock!”

In questo peridio non si fa che parlare della legge Zan, ma io mi chiedo: a cosa serve una legge del genere se lasciate che delle fucine del pensiero sfumato cor piscio, possano continuare a discriminare e a umiliare chi non rientra negli ingredienti della ricetta del loro chef divino?

La stampa sembra proprio non vedere dove sia il problema. Iniziate a puntare il dito lì, dove vi vergognate a metterlo, dove avete paura di infilarlo. Certo sarà pure un culetto ben rasato e liscio liscio quello delle religioni, ma è un buco da cui esce solo merda. Metteteci il dito e fatelo annusare a tutti.

Santo Kayn
Ne viene annunciata la nascita nel 1985 a Roma, con il susseguirsi di giorni di gran festa per l'adempimento alle profezie del ritorno del "salvatore di fine secolo". Tuttavia se ne dimentica, e si apre un canale YouTube dove fa satira sulla religione. Cresciuto come molti nell'insegnamento della religione cattolica, decide grazie a questa, di approfondire i mondi di fantasia e la realtà virtuale create dall'essere umano, diventando un nerd. Cinema, serie TV, anime, manga, videogiochi, libri, diventano il pane... il vino resta il vino. Anche perché er pane dopo un po' allappa, tocca bevece su pe accompagnallo. Assecondatelo tanto poi non si ricorda nemmeno come vi chiamate!