Tutelame sto sentimento

Articolo 21 della costituzione “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Tutelame sto Sentimento

Tuttavia nei mezzi di diffusione canonici, quali radio e tv, si tende a rispettare una determinata fascia oraria, denominata “fascia protetta”, per la divulgazione di un contenuto adatto ai minori. Questa regolamentazione ha lo scopo di tutelare le giovani menti, ed evitare che possano assistere a contenuti in grado di turbare la loro fragilità. Lo stesso vale per alcuni prodotti d’acquisto per il mondo dell’intrattenimento, come film o videogiochi. Questi ultimi adottano il PEGI, che attribuisce l’età idonea alla fruizione da parte dell’acquirente. Anche questo metodo è applicato per la tutela dei minori, che rischiano di assorbire, in modo negativo certi messaggi, rischiando di rimanere turbati o deviati, perché non ancora in grado di discernere la realtà dalla fantasia, o comprendere a pieno  la natura complessa di alcuni mondi.

L’educazione pedagogica che si da ai bambini, è esclusiva della famiglia e dell’istruzione scolastica, ed è un percorso graduale. Si tenta in egual mondo di proteggerli da “espressioni adulte”, e mantenere le “realtà magiche” in cui ancora sono immersi. Nessuno si sognerebbe di dire ad un bambino di 5 anni, che babbo natale non esiste, o che topo Gigio non è un vero topo parlante. A quell’età è giusto ed è bello credere nella magia. Quindi è bene tutelare anche quell’aspetto. C’è però nella società una categoria di bambini particolari. Essi non hanno anagraficamente l’età per rientrare nella fascia protetta, o alla classificazione PEGI per il vietato ai minori, tuttavia esigono e pretendono con forza di essere tutelati da tutta una serie di contenuti che possono turbarli, deviarli, e aiutarli discernere completamente la realtà dalla fantasia.

Questi bambini sono chiamati “credenti”.

Molto simili al pargolo di 5 anni di cui abbiamo detto prima, sia nella capacità di illudersi, che in quella di essere influenzati dal mondo magico che gli viene raccontato. Spesso riescono a far uso delle loro capacità adulte, e organizzarsi in gruppi di protesta contro tutto ciò che turba le loro sensibilità. I “credenti” ambiscono alla protezione che lo stato riserva ai bambini. Quindi, per ragioni di esclusiva comodità, da adesso in poi chiameremo con l’abbreviazione che comprenda sia il termine credenti che bambini: ovvero “credini”.

Sti “credini”, usano spesso argomentazioni pretestuose e senza senso, invocano il “rispetto” verso la loro condizione di fragilità emotiva e mente plasmabile, ma ciò che chiedono veramente è la sottomissione degli adulti. Loro vogliono che l’intero palinsesto sia considerato fascia protetta, a qualunque ora, e che non sia possibile vendere alcun contenuto vietato ai minori. Particolare è la leva che fanno sui loro sentimenti, se qualche adulto prova a dir loro che topo Gigio non è un vero topo, o contro chi addirittura osa criticare il peso forma del roditore. Loro si offendono, piangono, perché vogliono bene a Topo Gigio. In fondo ciò che vogliono è solo che tutto il mondo voglia bene a Topo Gigio. Li possiamo forse biasimare per questo? D’altro canto nel nostro paese turbare i sentimenti dei “credini” è persino un illecito amministrativo.

Il “credino” fondamentalmente, non vuole che nessuno parli del suo pupazzo in termini tecnici, definendolo appunto un pupazzo. Lui dentro di se, sa perfettamente di provare affetto per un topo di stoffa, sa che non può risponderli, ma continua lo stesso a parlarci. Il motivo per cui non vuole l’interferenza degli adulti nel suo rapporto morboso con Topo Gigio, è esclusivamente che lo schiaffo con la realtà, che tale scontro provocherebbe, non può far altro che farlo sentire uno stupido. E da che mondo è mondo, nessuno vuole sentirsi stupido di fronte agli altri. Dato che dunque il suo fetish per i giochi antiquati è ormai di dominio pubblico, non può far altro che continuare a fingere e cercare di convincere tutti gli altri che quel pupazzetto in realtà parla, che ricambia i suoi sentimenti, e vuole bene pure a tutti gli altri. Guai ad offendere Topo Gigio!

C’è solo un problema però… metti che a me me sta sur cazzo topo Giggio? Co que’ ‘a voce de merda, i baffetti da ratto.

E’ un cazzo de topo! Ma me potrò fa venì er dubbio che po’ portà ‘e malattie, no? Posse sceje de evità che mi fio giochi coi ratti? No? Chiedo eh. Perché io pe strada vedo sempre gente co Topo Gigio addosso, e quelli che parlano co Topo Gigio ad alta voce, gente inginocchiata per terra a giocà co Topo Gigio. Mo er problema so io, che se passando in mezzo a sti regazzini perplesso, me lascio scappa un: “Sto cazzo de topo de merda”. A me me fanno schifo i topi, portano le malattie, so pieni de parassiti, so pericolosi, se magnano i cuccioli, vivono nelle fogne, emanano cattivo odore che s’attacca addosso a chi li frequenta, ce poi pure morì coi topi. Ma i sentimenti mia non li tutela nessuno? “Ma cosa mi dici mai?” “Ma cosa mi dici mai?” Te dico mortacci tua Topo Gigio! Tutelame sto sentimento!

Santo Kayn
Ne viene annunciata la nascita nel 1985 a Roma, con il susseguirsi di giorni di gran festa per l'adempimento alle profezie del ritorno del "salvatore di fine secolo". Tuttavia se ne dimentica, e si apre un canale YouTube dove fa satira sulla religione. Cresciuto come molti nell'insegnamento della religione cattolica, decide grazie a questa, di approfondire i mondi di fantasia e la realtà virtuale create dall'essere umano, diventando un nerd. Cinema, serie TV, anime, manga, videogiochi, libri, diventano il pane... il vino resta il vino. Anche perché er pane dopo un po' allappa, tocca bevece su pe accompagnallo. Assecondatelo tanto poi non si ricorda nemmeno come vi chiamate!