La Parola di Padre Kayn – Politicamente col retto

Oggi viviamo un po’ tra le catene del politicamente corretto, che essendo nato per proteggere i più deboli dai più forti, paradossalmente potrebbe essere un buon alleato della satira, che ha come prerogativa quella di spernacchiare tutto ciò che è potere.

Politicamente col retto

Ma ha anche il compito di abbattere le consuetudini, di scandalizzare la morale corrente, un compito che ha l’arte in generale, che deve colpire gli animi di chi la fruisce. L’arte, la satira, hanno il dovere di tenerci svegli, di scandalizzarci, e di continuare a mettere in discussione tutte le nostre regole, e idee nelle quali spesso ci chiudiamo. Il mondo è molto più grande e variegato delle nostre convinzioni.

Il mondo è diversità. La nostra morale e ciò che abbiamo impostato come asset, per vivere l’immagine che ci siamo fatti del mondo, sono sbagliati, o quanto meno limitati. Voler salvaguardare la sensibilità delle nostre illusioni è bigottismo. Il politicamente corretto oggi fa esattamente questo. In origine strumento per la tutela delle minoranze, uno scudo per proteggere le realtà più piccole e indifese dall’omologazione del pensiero dettato da chi aveva il potere.

Ma se è vero che il mondo è diversità e che tutti siamo diversi, allora è vero che ognuno di noi ha la sua sensibilità e dunque lo scudo del politicamente corretto è applicabile per ognuna di esse. “Tu non puoi scandalizzarmi.” Una regola che se fosse applicata forzatamente per tutti ci regalerebbe una linea piatta costante  ed un lunghissimo segnale acustico. Saremmo morti. Perché non è solo un problema dell’arte, non è solo un problema d’opinione, o di libertà di parola, spesso è anche la nostra vita a dare scandalo, a turbare la sensibilità della vita altrui. Il tuo vivere può scandalizzare il modo di vivere di altre persone.

Oggi in nome della tutela di queste sensibilità, il politicamente corretto si mette in moto, ed ecco che le puntate di una serie tv vengono cancellate, perché in alcune scene il protagonista fa uso della black face, e si censura ignorando completamente il contesto in cui essa viene utilizzata. Ecco che la descrizione di un personaggio afflitto da ustioni, viene cancellata da un videogioco, perché urta la sensibilità di persone reali afflitte dallo stesso problema, la rappresentazione artistica di un personaggio di fantasia viene rivista, perché le mani mostruose di cui era stato dotato, scandalizzano chi è affetto da patologie che rendono deformi le mani.

Alcune storie vengono riscritte per includere personaggi appartenenti a delle minoranze. Alcuni prodotti d’intrattenimento evitano di esprimere punti di vista su temi forti per non creare polemiche, e se lo fanno, spesso le polemiche e le proteste che suscitano, rischiano di boicottare il prodotto stesso. Potrei andare avanti con centinaia di altri piccoli stupidi esempi, in cui la falce del politicamente corretto cerca di appiattire tutto ad un unico livello. Ma per quanto stupidi possano sembrare certi esempi essi in realtà sono un assordante campanello d’allarme. Perché oggi ci troviamo in un mondo che ha scelto le quote d’inclusione, al posto della meritocrazia.

Questo cane da guardia con cui difendevamo le minoranze contro l’omologazione del pensiero del più forte, è stato nutrito così tanto che oggi è diventato un mostro in grado di proteggere qualunque sensibilità diventando esso stesso l’arma per portare tutto all’omologazione globale, che non può esistere per natura, dato che il mondo è diversità ed ogni diversità è scandalo per un’altra. Dunque è la neutralizzazione stessa della diversità, del caos, dell’imprevedibilità delle idee. Ma è dal caos che si è creata la vita e non dal rigido pensiero di un omone barbuto nel cielo a cui le leggi della fisica si sono omologate.

Ed ecco che la libertà artistica ancora oggi si fa eretica verso il dominio neutralizzante del politicamente corretto. Ancora oggi il mondo ha bisogno di autori eretici, di pensieri eretici. Oggi il mondo ha bisogno di insegnati che parlano di libertà d’espressione in classi multiculturali rischiando di essere decapitati in piazza. Ha bisogno di ragazzine che dichiarino pubblicamente, quanto schifo gli faccia una determinata ideologia spirituale, rischiando di vivere il resto dei suoi giorni sotto scorta. Ha bisogno anche di gente che schiamazza e ride dicendo tutto quello che non si può dire, anche con il rischio di essere bannata ogni due per tre dalla piattaforma dove è ospitata.

Perché se è pur vero che il mondo la fuori fa schifo, starsene barricati nelle nostre convinzioni evitando di dare uno sguardo alla realtà ci potrà sicuramente far sentire meglio, ma non è la soluzione. Perché è quando non guardiamo che il mondo fa ancora più schifo. Starcene rannicchiati, con le ginocchia a terra e le mani sulle orecchie, non vi salverà. Perché in quella posizione lasciate scoperto il culo.

Ed esiste la satira. La satira è un cazzo turgido diretto a tutta forza verso un ano imburrato che non ha nessuna voglia di fare conoscenza e nuove esperienze.

Amen

 

Dite la vostra nei commenti qui sotto non siate timidi!

Santo Kayn
Ne viene annunciata la nascita nel 1985 a Roma, con il susseguirsi di giorni di gran festa per l'adempimento alle profezie del ritorno del "salvatore di fine secolo". Tuttavia se ne dimentica, e si apre un canale YouTube dove fa satira sulla religione. Cresciuto come molti nell'insegnamento della religione cattolica, decide grazie a questa, di approfondire i mondi di fantasia e la realtà virtuale create dall'essere umano, diventando un nerd. Cinema, serie TV, anime, manga, videogiochi, libri, diventano il pane... il vino resta il vino. Anche perché er pane dopo un po' allappa, tocca bevece su pe accompagnallo. Assecondatelo tanto poi non si ricorda nemmeno come vi chiamate!